lunedì 4 giugno 2012

Domenica al cimitero


 -gdf 2012 -

Me lo era ripromesso dopo aver visto quell'inglorioso circo musicale che è stato l'Eurofestival da Baku. Qui vicino, al bar sotto al faro me lo avevano detto: il mitico Fausto Papetti riposa a pochi chilometri dal faro. Beh! Se sono andato al Pere Lachaise per salutare Petrucciani - l'insuperabile pianista - posso anche fare quattro chilometri per Fausto Papetti. Vi ricordate le copertine dei suoi dischi? Quelle da sfogliare con la mano sinistra. E poi guarda qui che sorpresa. Guarda un po' chi riposa di fianco a Papetti. Il mitico maestro Tony de Vita. Un fiore per due, e continuate a farvi una buona compagnia. Grazie di tutto.







sabato 2 giugno 2012

Esagerazioni


- gdf 2012 -

Guardando il pacco abbiamo pensato: Bho, lo apriamo qui sul tavolo?
Mi guarda con lo sguardo preoccupato: se non conosci il mittente lascia perdere, non si sa mai...
Eh la peppa! Non ci sarà mica dentro dell'antrace.
Beh, ma neanche uova o mozzarella a giudicare dalla confezione. Il mittente può essere falso.
Questo è vero, non so chi sia questo indicato come mittente.
Ti hanno già tolto il link, un avvertimento forse...
Ok, però invece di un pacco bomba bastava mandassero un tossico col cacciavite sotto casa.
Ma veramente non ti immagini cosa possa essere?
No, ma non ho paura di morire, quindi se vuoi chiuditi in bagno perché io adesso lo apro.
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Perbacco! Puoi tornare dal nascondiglio sotto il lavandino, tutto a posto, a postissimo




Ma manca sempre qualche cosa, perché se per quel pranzo di fine estate fui trascinato da un chef furioso a Montecarlo per mangiare -all'ora di pranzo, lo sottolineo- prima tre piatti da Robuchon e  poi altri tre da Ducasse, allora con le esagerazioni vorrà dire che ci vado a braccetto, basta che mi convincano a farlo. 

Il tempo necessario per convincermi è relativo, sono gli argomenti quelli che cantano e ballano, fosse pure un po' trash o demodè fare di queste cose in questo clima pesantemente simile ad un graduale ma definitivo fin de siècle. E queste bottiglie mi puzzano proprio di muffa fin de siécle, quindi meglio sbrigarsi.









venerdì 1 giugno 2012

Quello che non ho


- gdf 2012 -

Quello che non ho -  per fortuna - è un locale come quello di Sergio Rossi sotto casa, se no finirebbe veramente tutto molto in fretta, molto bene ma molto in fretta.







Due a pranzo e due a cena: due settimane









Finiamo il brasato e mi chiedo: come la chiudiamo qui?

Ci fosse un pezzetto di formaggio blu, tipo uno Stilton. Con un bicchiere di Porto Vintage, ma anche un vecchio Tawny, ce la possiamo fare?


Ci penso io, senza Stilton e senza Porto. Le preparo l'abbinamento con il quale Piero Sattanino, che mi pare stia dalle sue parti, vinse il Campionato del Mondo dei Sommelier nel 1971...


Defilla - Chiavari

-gdf 2012 -

giovedì 31 maggio 2012

Il curry di gamberi alla Nino Bergese


- del Guardiano del Faro -

E’ consuetudine associare il nome del “Cuoco dei Re” all’insegna di due ristoranti: il primo è La Santa di Genova, che fu per molti anni considerato il miglior ristorante italiano ( due stelle Michelin all’epoca, in Italia…) e che fu aperto nel disastrato dopoguerra. Il secondo è il San Domenico di Imola, a sua volta rapidamente consolidatosi ai vertici della ristorazione nazionale del suo tempo. Prima di ciò, il formidabile cuoco piemontese ( molti lo immaginano ligure ma in realtà nacque a Saluzzo nel 1904 ) lavorò alla “corte” di nobili famiglie facenti parte della più alta aristocrazia piemontese. Fu Giangiacomo Feltrinelli a convincere il celebre chef a raccogliere in un libro –Mangiare da Re- oltre 500 ricette, tra le  più interessanti della sua lunga carriera. Libro da pochissimi giorni riedito da Feltrinelli. E così, di nuovo a Genova, a più o meno mezzo secolo di distanza dalla nascita di alcune delle sue ricette più famose abbiamo deciso di riprenderne, tra le altre, una a base di gamberi di Santa, per giustificare il periodico sterminio di bianchi di Borgogna. Cosa dire: riso pilaf, cipolle, scalogno,  curry e gamberi. Mi sembra che come abbinamento a Meursault e ai suoi vicini di casa dovremmo essere ben allineati. Ovviamente si tratta di un test match che potrebbe avere un seguito ancora più importante, trovando la disponibilità di qualche chef che voglia cimentarsi nel suo ristorante con questo vastissimo ricettario "d'alto rango". Non c'è dubbio, questa è roba di Altissimo Ceto ;-)


E un bel dentice da 6 chili a seguire...

Le bottiglie della giornata:

 per togliere la polvere dalla gola

Non perfetta, la stoffa c'è, ma è la bottiglia che non convince...


Rotondo e agrumato, uno spettacolo di Chablis

Ancor giovane e floreale, con il timbro del miele d'acacia

L'intruso, è un 2006 che si domanda del perché di tutto quest'alcol e questo legno...

Il più grande Aligotè mai bevuto, c'è sempre da imparare

Bello pieno, tondo, anzi: ovale

Dodici anni, l'apice di questo Puligny


Il grande vino della giornata, e cosa se non un Meursault D'Auvenay...


Apperò il Bouchard! 14 anni e non sentirli, buono, ma un po' troppo grosso

Un pinot noir a chiudere: stre-pi-to-so

Grazie a tutti e alla prossima


- gdf 2012  Belinopolis-

mercoledì 30 maggio 2012

Vin de Garage


 - gdf, Nino Perrino, il Rossese 1982 e la camicia alpina 1982 -
Adesso ve lo spiego il perché:

"The garagistes refers to a group of innovative winemakers in the Bordeaux region, producing "Vins de garage", "Garage wine". A group emerged in the mid 1990s in reaction to the traditional style of red Bordeaux wine, which is highly tannic and requires long ageing in the bottle to become drinkable. The garagistes developed a style more consistent with perceived international wine tastes.


For red wines this means "bigger, bolder, fruitier wines, often with sometimes a higher alcohol content."[citation needed] The new style for white wines is a more pronounced oak taste with some residual sugar. This new style of wine is controversial, and purists claim that the wines will not age well and they don't reflect well the terroir of the region, nor the typicity of the grape varieties used. Characterised as "winemaker's wine whose attributes reflect a disregard for the traditional handling of its particular terroir", the term is sometimes used somewhat as a backhanded compliment; in light of this, vins de garage wines come from previously unknown estates without proven track record or pedigree. Alternately, such wine is referred to as "super-cuvée" or "microchâteau". The wines produced by these estates often receive very high wine ratings from Robert Parker, and are usually sold at prices driven high by rarity, hyperbole, and fashion."


Vai a fidarti di Wikipedia. In inglese poi, già un segnale. Comunque: trovi il garage, lo trovi aperto, trovi dentro il vignaiolo che mette in ordine le cianfrusaglie; ci trovi dentro anche la macchina del vignaiolo nel garage ( e mi sembra normale ), così come il vino, e davanti al garage c’è pure un bel Chateau. Tutto a posto. Però Nino - nella prima immagine - non era al telefono con Parker, che non si  è manco fatto vivo, nonostante Nino non gli abbia mandato i campioni, neanche quest’anno. Non glieli ha mandati forse perché prima di pensare in quale formato mandarglieli aveva già venduto tutto il vino ai soliti clienti sparsi in mezza Europa. E ciò nonostante non abbia concentrato, non abbia barriccato, non abbia assunto nessun innovative wine maker, e nemmeno abbia gonfiato il prezzo della bottiglia per giustificare la rarità del suo vino. O forse perché il suo "Lui stesso" è rimasto fedele a quella bottiglia che ho in mano: il suo stile garagiste è quello dell’annata 1982, curiosamente intesa comunemente l’ultima tradizionale pre Parker nel Bordolese. Bisogna però ammettere che anche qui le cose sono un po' cambiate, ma non da questo garagiste dove l’unico grande colpo di modernità è stato passare in legno grande il Bianco Testalonga 2010.  Bene, non la voglio fare troppo lunga neanche oggi. E’ ora di abbassare la saracinesca del garage e andare in cantina a ramazzare qualche bottiglia, di bianco stavolta, prima che passi qualcun altro a svuotargli il garage a Nino. E poi in terrazza, su al faro, godendomi un delizioso bianco d'altri tempi, gongolando di starci ancora dentro in quella camicia d'altri tempi, ascoltando un garage rock d'altri tempi.

Bianco Testalonga 2010, da uve Vermentino

Da bere rigorosamente "in tu gottu" ( da england Wikipedia )

- Niente male la ragazza Nino, sono d'accordo -






-gdf 2012 Testalonga Garage, Dolceacqua -

martedì 29 maggio 2012